L'Urologia dell'Ospedale Cottolengo

24/09/2017 - La Voce e il Tempo - Territorio

L’Urologia del Presidio Ospedale Cottolengo è un servizio di eccellenza che negli ultimi anni, grazie agli sforzi e alla competenza del Direttore dott. Cesare Scoffone e della sua equipe, ha concentrato gli sforzi sull’applicazione dei principi di mini-invasività ed elevata tecnologia nella cura delle principali patologie urologiche di più comune riscontro.

Ciò significa che i “classici” interventi chirurgici da sempre praticati sono stati trasformati in procedure endourologiche eseguite attraverso le vie naturali (uretra, vescica, uretere) senza incisioni, oppure in interventi laparoscopici eseguiti sempre endoscopicamente attraverso fori praticati sulla parete addominale.

Questo sviluppo ha una ricaduta importante sul paziente perché si riduce la durata del decorso postoperatorio, la probabilità di complicanze infettive e non legate, ad esempio, alla ferita chirurgica post-intervento.

Gli ambiti più specifici sono principalmente quattro:

1)      il trattamento di adenomi prostatici benigni. A causa dell’invecchiamento generale della popolazione il numero dei pazienti affetti da queste problematiche è sempre maggiore, e soprattutto cresce il numero di persone di una certa età affetta allo stesso tempo anche da varie altre patologie (cardiovascolari, respiratorie, metaboliche o di altro tipo). Al posto del vecchio intervento di adenomectomia prostatica (con taglio, che richiedeva un decorso postoperatorio di una settimana abbondante e gravata dal rischio di varie complicanze) e della resezione endoscopica (gravata dal rischio di sindrome da riassorbimento se l’intervento si protrae per tempi lunghi), il Presidio è in grado di proporre interventi mini invasivi e poco rischiosi che vanno dalla resezione endoscopica bipolare (TURP bipolare) alla vaporizzazione con laser verde (PVP) all’enucleazione dell’adenoma con laser ad olmio (HoLEP). Tutte procedure endoscopiche che richiedono un ricovero di 2-4 giorni, una precoce rimozione del catetere vescicale e un basso rischio operatorio;

2)      il trattamento della calcolosi renoureterale (integrato nello Stone Center dell’Ospedale con laboratorio analisi, radiologia, endocrinologia). Da anni viene proposta una rosa di interventi miniinvasivi che va dal bombardamento extracorporeo dei calcoli in regime ambulatoriale (ESWL) all’ureteroscopia semirigida e flessibile con frammentazione dei calcoli con laser ad olmio passando per le vie naturali (RIRS), alla chirurgia percutanea (PCNL/ECIRS), che permette di pungere il rene attraverso il fianco, di dilatare il passaggio, di raggiungere calcoli di grandi dimensioni e di disintegrarli con energia pneumatica e/o ultrasuoni, oltre che con il laser ad olmio. L’intervento più particolare che viene eseguito è la ECIRS, procedura combinata dalle vie naturali e per via percutanea, sviluppata negli ultimi 10 anni dal dott. Scoffone, considerata molto sicura ed efficace, al punto da rendere la nostra Urologia centro di riferimento a cui vengono inviati pazienti da molti altri centri;

3)      il trattamento delle neoplasie urologiche (rene, vescica, prostata, testicolo). Per la diagnosi e l’asportazione endoscopica dei tumori vescicali di primo riscontro viene sempre impiegata la resezione bipolare (TURB), integrabile con la tecnica fotodinamica (PDD) o con sistemi di elaborazione di immagine (SPIES). Ai pazienti affetti da tumori vescicali viene anche offerto un ambulatorio urooncologico dedicato, la possibilità di eseguire ambulatorialmente cistoscopie flessibili di controllo e un servizio di instillazioni endovescicali con chemio- e immunoterapici. Per quanto riguarda gli interventi maggiori, cistectomia radicale per tumore vescicale infiltrante e prostatectomia radicale per tumore prostatico clinicamente localizzato vengono effettuate secondo le tradizionali tecniche chirurgiche a cielo aperto, con la variante aggiuntiva di interventi di risparmio dei nervi erettori quando applicabile. Vengono invece effettuati in laparoscopia tutti gli interventi di asportazione completa di rene per tumore, così come l’asportazione parziale di tumori renali più piccoli (enucleoresezione renale);

4)      il trattamento di patologie benigne quali cisti renali voluminose e compressive, diverticoli vescicali che non si svuotano, malattia del giunto pieloureterale che provoca dilatazione del rene, prolasso vaginale della vescica con ristagno di urina e/o incontinenza urinaria, eccetera. Sono problematiche che possono colpire pazienti giovani, oppure anziani con molti altri problemi di salute concomitanti, che, pur non mettendo a repentaglio la vita nell’immediato, possono con il tempo compromettere la funzionalità di rene o vescica ed interferire anche pesantemente sulla qualità di vita e che sono risolti con interventi che possono essere eseguiti con tecnica laparoscopica in modo tale che il paziente si alza il giorno dopo l’intervento, si rialimenta da subito, non rischia ernie della parete addominale (laparocele) e riferisce minime problematiche di dolore postoperatorio.

Gli sforzi compiuti dal dott. Scoffone e dalla sua equipe trovano la giusta rilevanza nell’appuntamento annuale del “Technology and Training in Endourology” che, giunto alla settima edizione, vede numerosi urologi italiani e stranieri confrontarsi in una tre giorni caratterizzata da elevata competenza professionale e dalla presenza di numerose ditte specialistiche che mettono a disposizione dei partecipanti le migliori e più innovative tecnologie specifiche.

Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito www.ospedalecottolengo.it che è stato da poco rinnovato nello stile e nei contenuti.


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