Anestesia loco-regionale nella chirurgia del seno: al Cottolengo, una opzione in più per un risveglio senza dolore.

La Breast Unit del Cottolengo è una struttura operativa di chirurgia del seno inserita nella rete oncologica del Piemonte e Valle d’Aosta quale centro di riferimento per i tumori della mammella; la struttura opera, infatti, secondo gli standard clinico-assistenziali della rete stessa.

Le tecniche anestesiologiche per gli interventi chirurgici senologici comprendono l’anestesia loco-regionale in associazione o in alternativa all’anestesia generale, in una strategia generale di riduzione o abolizione del dolore post-operatorio con contestuale riduzione dell’impiego di oppiacei. Riteniamo che la maniera migliore per spiegare tali tecniche e in cosa consistono sia rispondere alle domande che le nostre pazienti solitamente ci pongono.

Domande frequenti

Generalmente tollero bene il dolore; l’analgesia dopo l’intervento è così importante?

Scopo ultimo dell’anestesia e dell’analgesia è quello di rendere l’esperienza dell’intervento chirurgico la più tollerabile e confortevole possibile. La chirurgia del seno determina l’insorgenza di un dolore acuto postoperatorio medio-alto che, se non adeguatamente trattato, può comportare una serie di esperienze negative:

- evoluzione del dolore verso una forma cronica (cioè il dolore può perdurare anche per parecchi mesi influendo fortemente sulla qualità della vita)
- protrazione dell’infiammazione locale, con ripercussione sulla guarigione della ferita chirurgica
- aumento dei tempi di degenza.
Il blocco periferico, in associazione a blandi analgesici per via endovenosa per gli interventi minori o a modesti dosaggi di oppiacei per gli interventi maggiori, offre un’analgesia migliore proprio nelle ore più critiche, le prime del postoperatorio, in cui il dolore è più intenso. Per questo motivo la letteratura internazionale sottolinea l’importanza di adottare tecniche di anestesia/analgesia loco-regionale.

In cosa consiste esattamente questa anestesia loco-regionale?

  L’anestesia loco-regionale, ossia il blocco di nervi periferici della parete toracica tramite infiltrazione con anestetico locale consiste nell’iniezione effettuata sotto guida ecografica di un anestetico locale tra i muscoli superficiali del torace. Tra questi muscoli decorrono i nervi della regione mammaria e le loro principali ramificazioni. Il blocco può essere eseguito da un lato solo o da entrambi, in caso di interventi bilaterali.

Perché devo subire un’anestesia loco-regionale se sarò comunque sottoposta all’anestesia generale?

L’anestesia loco-regionale oggi è sempre più frequentemente utilizzata in associazione all’anestesia generale, in quella che viene chiamata “anestesia combinata”, anche per la chirurgia del seno: si tratta di vari tipi di blocchi di uno o più nervi della parete toracica, eseguiti sotto guida ecografica.
Rispetto alla semplice anestesia generale la tecnica combinata offre un duplice vantaggio.
Da un lato, permette di utilizzare meno farmaci sistemici per l’anestesia generale grazie al fatto che gli stimoli dolorosi provenienti dal campo operatorio sono già bloccati all’origine dall’anestetico  locale; questo rende possibile un risveglio più rapido e riduce la frequenza di sedazione prolungata, nausea e vomito.
Dall’altro lato il blocco dei nervi offre un controllo migliore del dolore postoperatorio, permettendo spesso di svegliarsi senza alcun dolore. Infine, alcuni interventi al seno possono essere effettuati, se desiderato o se le condizioni cliniche lo consentono, anche solo con il blocco della parete toracica, associato ad una lieve-moderata sedazione, ma senza bisogno di anestesia generale.
 

Non posso avere un’analgesia altrettanto efficace solo con i farmaci analgesici tradizionali?

Il controllo del dolore postoperatorio nella chirurgia mammaria, basato unicamente sull’utilizzo di farmaci analgesici (tra cui oppiacei) per via sistemica, risulta spesso insoddisfacente.
Per essere efficaci come un blocco periferico, i farmaci analgesici, come ad esempio la morfina somministrata per via endovenosa, devono essere utilizzati ad un dosaggio che spesso comporta l’insorgenza di effetti collaterali, quali nausea, vomito, sedazione, prurito e ritenzione urinaria, in grado di influiresulla degenza.

L’esecuzione del blocco anestetico è doloroso? non può essere fatto dopo avermi addormentata?

Il blocco può essere praticato sia prima che dopo l’anestesia generale. Nel caso in cui venga eseguito prima dell’anestesia generale o nel caso in cui l’intervento stesso venga eseguito senza anestesia generale viene prima somministrata una sedo-analgesia con lo scopo di raggiungere uno stato di rilassamento e di rendere la procedura confortevole e tollerabile, tanto che molte pazienti dopo l’intervento non ne hanno addirittura ricordo.

È pericoloso?

Qualunque tecnica anestesiologica ha in sé dei rischi, compresa l’anestesia generale; tuttavia questi rischi al giorno d’oggi sono minimi. Nella fattispecie il blocco della parete toracica presenta rischi molto ridotti, soprattutto se paragonati a quelli di tecniche anestesiologiche ben più diffuse e utilizzate come l’anestesia epidurale o il blocco paravertebrale. Inoltre nel nostro reparto tali rischi sono ulteriormente ridotti dall’utilizzo della guida ecografica: con l’ecografia è possibile infatti guidare l’ago nel punto esatto senza danni ai tessuti adiacenti e confermare la corretta diffusione dell’anestetico locale al livello desiderato.

Chi può usufruire di questa anestesia?

Il blocco può essere utilizzato per tutti gli interventi chirurgici al seno. Pur essendo indicato prevalentemente per gli interventidi media entità, come ad esempio le quadrantectomie, esso garantisce, però, una buona analgesia anche per interventi più importanti come le mastectomie con o senza asportazione dei linfonodi ascellari. Le uniche controindicazioni assolute sono l’allergia agli anestetici locali impiegati.

Quanto dura l’effetto del blocco? e quando questo svanisce?

L’effetto dell’anestetico locale è variabile da caso a caso; vengono utilizzati anestetici locali a lunga durata d’azione in modo da garantire un’ottimale gestione del dolore durante tutta la fase post-operatoria.

Cosa succede in pratica dal momento in cui entro in sala operatoria?

Una volta accolta nel blocco operatorio Lei sarà identificata e verranno controllati il lato da operare e le eventuali allergie. Quindi sarà posizionata una cannula venosa per infondere i liquidi reidratanti e l’antibiotico somministrato in dose unica come profilassi chirurgica.
L’anestesista, sulla base di valutazioni clinico-organizzative può effettuare prima il blocco e poi indurre la sedazione/narcosi o viceversa. In ogni caso l’esecuzione delle procedure viene effettuata dopo aver garantito un monitoraggio dei parametri fisiologici e cioè la pressione arteriosa, l’elettrocardiogramma, la frequenza cardiaca e l’ossigenazione. La posizione che le verrà fatta assumere può essere supina o seduta in base al tipo di blocco da eseguire.
Dopo un’accurata disinfezione della cute, con una sonda ecografica si visualizzano i piani muscolari della parete toracica interessata e si introduce l’ago per somministrare l’anestetico locale a lunga durata d’azione negli spazi interessati. La guida ecografica permette di visualizzare la corretta posizione della punta dell’ago e la diffusione dell’anestetico locale. 
il risveglio avverrà subito dopo la fine dell’intervento e la paziente verrà tenuta in osservazione per un certo tempo in un’apposita sala risveglio attigua alla sala operatoria.
 

Devo firmare un consenso specifico?

No; durante la visita anestesiologica le verrà illustrata la possibilità di ricevere questo tipo di anestesia. Il consenso anestesiologico comprende quindi anche il consenso per questa tecnica.

 

 

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