La lotta contro le infezioni ospedaliere

19/11/2017 - La Voce e il Tempo - Territorio

Il Presidio Cottolengo si è dotato sin dall’inizio di un’Unità Operativa per la Prevenzione del Rischio Infettivo (UOPRI) e del relativo CIO, come servizio nella Direzione Sanitaria: l’unità operativa, sotto la responsabilità del direttore sanitario, è sempre stata ed è tuttora gestita da un coordinatore infermieristico in possesso del titolo di master in “Gestione del Rischio Infettivo nelle Strutture Sanitarie”.

Igiene dell'Ospedale - Fitta rete di controlli

Così il Cottolengo previene le infezioni

Il tema della lotta contro le infezioni ospedaliere ha una lunga storia: l’inizio strutturato può essere datato al settembre 1984 quando l'Assemblea Europea dell'Ufficio Europeo dell'Organizzazione Mondiale della Sanità aveva indicato tra le priorità da affrontare per raggiungere la salute per tutti nell'anno 2000, proprio il controllo delle Infezioni Ospedaliere.

Sulla scia di questo documento, il Ministero della Sanità ha emesso due circolari (52/1985 e 8/1988) in cui ha delineato, tra le azioni di sorveglianza e controllo, l’istituzione in ogni presidio ospedaliero, una commissione tecnica responsabile della lotta contro le infezioni (CIO) e la creazione, a livello di Regione, di un organo specifico per la gestione dei programmi regionali di controllo e per la valutazione dell’attività dei CIO ospedalieri.

Il Presidio Cottolengo si è dotato sin dall’inizio di un’Unità Operativa per la Prevenzione del Rischio Infettivo (UOPRI) e del relativo CIO, come servizio nella Direzione Sanitaria: l’unità operativa, sotto la responsabilità del direttore sanitario, è sempre stata ed è tuttora gestita da un coordinatore infermieristico in possesso del titolo di master in “Gestione del Rischio Infettivo nelle Strutture Sanitarie”.

La Regione Piemonte annualmente propone un set di indicatori (circa 20) per il monitoraggio e la valutazione delle attività dei CIO aziendali: nell’ultima valutazione disponibile, la Regione ha dichiarato che “Il programma è adeguato al contesto assistenziale: tiene conto dei dati precedentemente prodotti e delle necessità attuali di sorveglianza e di controllo; c’è un buon coinvolgimento di tutte le componenti assistenziali anche in attività di valutazione e monitoraggio mediante audit. Sono implementati completamente gli indicatori regionali relativamente alle caratteristiche della struttura. Il giudizio è pienamente positivo”.

Di cosa si occupa l’UOPRI-CIO?

I risultati dei programmi realizzati negli anni dimostrano che le problematiche infettive sono mantenute sotto controllo e che il personale sanitario conosce e collabora attivamente alla prevenzione e controllo delle infezioni. In considerazione dei posti letto in ricovero ordinario e della prevalenza di pazienti anziani con patologie croniche degenerative ospedalizzati presso le strutture di degenza medica, si mantiene la sorveglianza attiva di tutti i casi colonizzati/infetti al fine di prevenire cluster epidemici; il monitoraggio delle Infezioni Correlate all’Assistenza si svolge anche tramite studi di prevalenza puntuali, una volta all’anno. Tali attività di sorveglianza consentono di conoscere l’epidemiologia batterica locale e di conseguenza si adottano progetti di prevenzione e controllo mirati. Ulteriori sorveglianze sono svolte nell’ambito del programma stabilito dalla Regione e, comunque, è attivo un sistema di sorveglianza delle infezioni correlate alla presenza di dispositivi medici invasivi più frequentemente utilizzati, come, ad esempio, i cateteri vescicali.

L’organizzazione di una rete di referenti infermieri presenti in tutte le strutture di degenza consente una migliore implementazione delle attività di controllo dei pazienti infetti.

Un ulteriore importante attività è la costante attenzione alla buona pratica dell’igiene delle mani, sia del personale ma anche dei pazienti e dei visitatori. Rispetto alla tipologia di antisettico utilizzato, negli ultimi tre anni si è rilevato un costante aumento dell’uso del gel ed una diminuzione del sapone antisettico. Inoltre si è avviata la sperimentazione di supporti per il gel idroalcolico al letto del paziente e si è elaborato un depliant multilinguistico per i visitatori per incoraggiare e spiegare il lavaggio mani.

Una ulteriore azione è stata fatta per identificare le informazioni utili alla preparazione dell’intervento chirurgico valutando l’efficacia dell’intervento infermieristico per le persone che effettuano la preparazione al domicilio.

E’ stata inoltre promossa la costituzione di un gruppo di lavoro in merito alla stewardship, coinvolgendo alcuni medici specialisti dell’ospedale con il supporto di un microbiologo e di un infettivologo esterni; questa attività ha prodotto il Manuale contenente le “Linee di indirizzo sulla terapia antibiotica empirica” basato sulle più recenti evidenze scientifiche e strumento utile per la migliore scelta del farmaco intraospedaliero.

Altro snodo fondamentale dell’attività del servizio è la formazione che si basa essenzialmente sulla metodologia dell’AUDIT clinico e sulla formazione sul campo; la metodologia dell’AUDIT, che si fonda prevalentemente sul confronto tra professionisti circa casi specifici, procedure e valutazioni dirette, è particolarmente efficace per identificare punti critici e per indurre cambiamenti negli atteggiamenti e nelle attività. Di norma sono poi svolte attività di verifica sui processi di lavoro e di informazione sul rischio biologico sia ai nuovi assunti che al personale operante.

Questa organizzazione, le sue attività, le risorse costantemente impiegate, hanno come fine ultimo quello di garantire alle persone che giungono in ospedale per una prestazione l’ambiente più sicuro possibile, nella consapevolezza che il rischio di infezione non può essere completamente escluso ma può essere conosciuto, monitorato e ridotto costantemente.


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